Quante volte ti è capitato di sentire il termine start up?

Oggi, molto spesso sentiamo parlare di questo tipo di “azienda innovativa”, ma pochi sanno effettivamente di cosa si tratta e come mai si tende ad utilizzare questo termine.

L’espressione “start up”, si riferisce ad un vero e proprio progetto imprenditoriale, che nasce dalla creazione di un’idea in ambito altamente innovativo. Dall’inglese, il termine start up, si può tradurre in “inizio”: è una parola che ha iniziato a circolare diversi anni fa nel settore informatico e tecnologico, in modo particolare negli Stati Uniti, considerata da sempre la terra delle grandi opportunità. Ma ad oggi, l’espressione “start up” è riconosciuta anche in Italia con leggi che ne stabiliscono le dovute caratteristiche per poter essere riconosciuta.

Nonostante si tratti di una tipologia di impresa ormai radicata anche in Italia, le vere origini del termine start up cosi come la sua creazione, appartengono propriamente al mondo americano ed hanno trovato l’habitat ideale nella Silicon Valley: miriadi di micro imprese che, partendo da garage o da campus universitari possono crescere fino a diventare dei colossi, oppure evaporare dopo le prime difficoltà.

Ciò che possiamo sicuramente affermare, indipendentemente da dove il termine si sia affermato, è che la start up è un modello che deve crescere rapidamente e posizionarsi al meglio sul mercato, perché la velocità è uno degli elementi che impregnano la nostra società spesso fatta di continui mutamenti sia a livello di abitudini che di consumi.

Pertanto, se hai intenzione di crescere e fare carriera partendo da una start up, oppure se stai studiando in questo campo, non puoi non conoscere gli slang da start up. Gli slang da start up sono una caratteristica tipica del mondo dell’imprenditoria americana e sono per certi versi, anche molto divertenti da conoscere, perché ti permettono di esprimere un concetto economico o di business complesso di questo settore. Qui di seguito, ti riporteremo alcuni slang da start up più comuni. Vedrai, che questo slang, ti torneranno utili non solo nel mondo dell’imprenditoria, o della consulenza aziendale, ma anche nel mondo della vita in generale.

Slang da start up:

Accelerator, specifici programmi e strutture che raccolgono investitori e connessioni per creare un minimo habitat che possa permettere alla start up di “mettere radici” e creare i primi finanziamenti per crescere dalla fase embrionale a quella di azienda matura e strutturata

Pitch (o “elevator pitch”): spesso è un “dentro o fuori”, dove i giovani startupper hanno pochi minuti per colpire una platea di possibili investitori, descrivendo il proprio progetto innovativo che sta alla base della start up.

Burn rate: velocità con cui una start up tende a perdere del denaro prima ancora di creare profitto.

Business plan: inteso come un modello di impresa che descrive contenuti, caratteristiche ed attività d’impresa di un progetto imprenditoriale

Execution: la fase iniziale della start up in cui vengono messe in pratica tutte le attività attinenti al modello di business

Founder, è il termine utilizzato per il fondatore della start up

Incubatore di start up, è il termine utilizzato per accompagnare una start up nella fase di avvio della sua attività: un vero e proprio programma limitato nel tempo, il cui scopo è quello di accelerare il business della start up.

Bootstrapping: termine utilizzato quando un imprenditore finanzia la sua idea di strat up solo ed esclusivamente con i capitali che ha a sua disposizione, senza chiedere alcun aiuto esterno.

Business angel, termine utilizzato da chi crede fortemente nella start up e vuole sostenerla in nome dell’innovazione e del progetto, e finanzia al tempo stesso il progetto.

Open innovation, approccio all’innovazione basato sulla condivisione di idee, risorse e competenze tecnologiche propagate da più fonti esterne alla start up. Ad esempio, università, altre start up, consulenti, fornitori.

NDA (Non-disclosure Agreement): letteralmente “accordo di non divulgazione”. Termine spesso utilizzato per salvaguardare le idee e i valori aggiunti della start up, attraverso il “non disclosure agreement”, stipulato tra startupper e investitori.

E tu, quanti termini inglesi conosci appartenenti al mondo delle start up?

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